Uso del congiuntivo

249.
Il congiuntivo è il modo che esprime desiderio, concessione o supposizione, possibilità, incertezza, perciò la cosa espressa con il congiuntivo non si asserisce con certezza, ma solo si desidera, si suppone, si giudica possibile o si tiene per incerta.

Congiuntivo nelle proposizioni principali.


1. Si usa il congiuntivo:

a) per esprimere un desiderio (congiuntivo ottativo), come: sis felix (sii felice; possa tu esser felice).

Valeant cives mei; sint incolumes, sint florentes, sint beati; stet haec urbs praeclara mihique patria carissima! Curio causam Transpadanorum aequam esse dicebat; semper autem addebat: Vincat utilitas rei publicae! Potius diceret (avrebbe piùttosto dovuto dire, meglio avrebbe detto), non esse aequam, quia non utilis esset rei publicae. Quod dubitas, ne feceris.

b) per esortare (congiuntivo esortativo), come: oremus (preghiamo!) Come particella negativa sia con il congiuntivo ottativo sia con l'esortativo s'adopera ne invece di non.

lmitemur maiores nostros; meminerimus etiam adversus infimos iustitiam esse servandam. Ne credamus vanis opinionibus.

Quando il pensiero si voglia più chiaramente esprimere in forma desiderativa, si aggiunge al congiuntivo la particella utinam (§ 254, 1), dove per esortare si adopera sempre il congiuntivo solo.

Si noti la formula seguente: sollicitat, ita vivam, me tua valetudo (possa io essere così sicuro di vivere com'è vero che). Ita vivam, ut maximos sumptus facio (io spendo, in nome di Dio, alla grande).

2. Il congiuntivo indica anche concessione o supposizione (congiuntivo concessivo).

Spesso a questo congiuntivo s'aggiunge ut, mentre la particella negativa che gli è propria è ne (cfr. § 249, 3 e 250, 1).

Naturam expellas furca, tamen usque recurret. Fuerint cupidi, fuerint irati, fuerint pertinaces; sceleris vero crimine, furoris, parricidii liceat. Cn. Pompeio mortuo, liceat multis aliis carere.

3. Il congiuntivo serve anche ad accennare possibilità e incertezza.

a) Si usa il congiuntivo per esprimere in una maniera più modesta un giudizio, come semplice pensiero e non altro (congiuntivo potenziale). La particella negativa propria di tale congiuntivo è non.

In latino ricorre talvolta in questo caso il perfetto anziché il presente italiano e si usa sempre l'imperfetto al posto del più che perfetto italiano.