lābēs  [lābēs], labis
sostantivo femminile III declinazione

vedi la declinazione di questo lemma

1 caduta, crollo, frana
2 (in senso figurato) rovina, danno, sventura, disastro, distruzione, flagello
3 sozzura, macchia
4 difetto, infermità fisica
5 (in senso figurato) disonore, ignominia, infamia, vergogna

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Locuzioni, modi di dire, esempi


alicui labem infero = coprire qualcuno di onta || aspergo labem alicui = gettare una macchia su qualcuno, infamare qualcuno || do labem = crollare || labes agri = frana, sprofondamento della terra || labes aliqua aut ruina = qualche danno || labes popli = flagello del popolo || labes terrae = frana, smottamento di terra || atramenta remittunt labem = l'inchiostro lascia una macchia || caenum illud ac labes = quell’uomo sozzo e infame || labes atque eluvies civitatis = rovinoso sovvertimento dello Stato || ad illam labem atque eluviem civitatis = a quella completa rovina della città || aboleo labem prioris ignominiae = cancellare la macchia della vergognosa sconfitta precedente || habeo quem opponam labi illi atque caeno = ho chi opporre a quell'uomo che non è che sozzura e fango || labem sceleris in familia relinquere = lasciare alla famiglia il disonore d’un delitto || labes atque pernicies provinciae Siciliae = (Verre) il flagello e la rovina della provincia di Sicilia || brevitate et celeritate syllabarum labi putat verba proclivius = ritiene che il discorso scorra più fluente a causa della brevità e rapidità delle sillabe



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